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2009 dal 5 al 12 Aprile

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L'ARGOMENTO DI OGGI

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dai GIORNALI di OGGI

ISTAT: A NOVEMBRE PRODUZIONE -12,3%

ITALIA ULTIMA in UE

2009-01-14

Ingegneria Impianti Industriali

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Dalessandro Giacomo

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CORRIERE della SERA

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2009-01-14

Pil, il nostro paese davanti solo al portogallo

Ocse: "Italia maglia nera per la crescita

E la crisi durerà fino a metà 2009"

Le stime dell'organizzazione: "Nessuna possibilità di ripresa fino al 2010"

PARIGI - Penultima, davanti solo al Portogallo. L'Ocse assegna all'Italia la maglia nera per la crescita economica nell'Eurozona negli anni dal 2003 al 2007. È quanto emerge dalla Economic Surveys dell'organizzazione che rappresenta i paesi più avanzati del mondo. Dalla ricerca emerge che, in media, dal 2003 al 2007 la crescita del Pil nel nostro Paese è stata solo dell'1,1%, a fronte di un Pil dell'Eurozona che aumentava del 2%. Peggio dell'Italia c'è solo il Portogallo che cresce dell'1%, mentre l'Irlanda è il paese meglio piazzato, con un +5,5%, seguito dal Lussemburgo (+4,6%) e dalla Grecia (+4,3%). Bene anche la Spagna (+3,5%), mentre i due pesi massimi Germania e Francia registrano rispettivamente un +1,4% e un +1,9%.

RECESSIONE - L'Ocse lancia poi l'allarme sulla crescita economica dell'eurozona e non vede possibilità di ripresa fino a metà del 2010. L'organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico parla di "seri rischi per gli scenari di crescita" e, a causa della crisi finanziaria, prevede "una contrazione nella seconda metà del 2008 e nella prima metà del 2009 e una crescita al di sotto del trend fino a metà 2010"

CREDITO - Sul fronte del credito, l'Ocse nota che la situazione nel settore provato si è "irrigidita", anche se "una forte contrazione nel credito bancario non si è ancora verificata". Inoltre i "rischi al rialzo per la stabilità dei prezzi non sono scomparsi, anche se c'è una bassa evidenza di ampi effetti di secondo livello" e le "aspettative sui prezzi sembrano essere restate ben ancorate". Serve comunque un'"adeguata regolamentazione dell'attività finanziaria". Ciò significa che le autorità europee e nazionali devono essere in grado di far fronte alle difficoltà nel "breve termine", mentre "vanno evitate azioni politiche che potrebbero minare gli obiettivi di lungo periodo". Lo sforzo deve essere perciò quello di "rafforzare le riforme strutturali", puntando alla sostenibilità di bilancio, al miglioramento della ripresa macroeconomica e ad un aumento dei livelli di vita. L'Ocse invita le autorità europee a "muoversi verso una più integrata e centralizzata supervisione" bancaria.

CONTI PUBBLICI - Sul fronte dei bilanci pubblici l'Ocse invita a "migliorare ulteriormente la disciplina di bilancio", ricordando che in "alcuni paesi membri dell'area euro restano alti deficit". Per quanto riguarda l'inflazione l'Ocse prevede che l'andamento "fiacco" dell'economia, "aiuterà ad abbassare ulteriormente" i prezzi, e quindi "in base a queste previsioni potrebbe emergere lo spazio per un ulteriore allentamento della politica monetaria", anche se "resta una grande incertezza per quanto riguarda lo scenario economico". "Se le pressioni inflazionistiche - è scritto nel rapporto - dovessero dimostrarsi più forti delle attese, lo spazio di manovra s

 

14 gennaio 2009

 

 

 

 

REPUBBLICA

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2009-01-14

L'Istat rende noti i dati di novembre: -12,3% rispetto allo stesso mese 2007

Su base mensile, rispetto a ottobre 2008, il calo è stato del 2,3%

Industria, produzione in picchiata

nel settore auto crollo del 46,4%

L'Ocse: "Nel periodo 2003-2007 crescita italiana tra le peggiori dell'Eurozona"

Industria, produzione in picchiata nel settore auto crollo del 46,4%

Un cantiere navale

ROMA - Crolla la produzione industriale. A novembre 2008, in base ai dati resi noti dall'Istat, l'indice ha registrato una contrazione del 12,3% rispetto a novembre 2007. Anche al netto degli effetti di calendario (novembre scorso ha avuto un giorno lavorativo in meno rispetto allo stesso mese dell'anno prima) si registra una diminuzione su base annua del 9,7%: si tratta della diminuzione più ampia dal gennaio 1991. Su base mensile, rispetto a ottobre 2008, il calo è stato del 2,3%.

Ancora più drammatica la caduta nel settore automobilistico. La produzione di autoveicoli in Italia, sempre in base ai dati comunicati dall'Istat, a novembre è precipitata del 46,4% su base annua (dato grezzo) e del 42,8% considerando gli effetti di calendario. Nei primi 11 mesi la diminuzione è stata del 16,8% in termini grezzi e del 16,3% considerando la correzione per giorni lavorativi.

Gli indici destagionalizzati dei raggruppamenti principali di industrie hanno segnato una variazione nulla rispetto a ottobre 2008 per i beni di consumo ( 0,8% i beni non durevoli, -3,9% i beni durevoli), mentre si sono verificate diminuzioni del 4,5% per i beni strumentali, del 3,9% per l'energia e del 2,8% per i beni intermedi.

Nel mese di novembre l'indice della produzione industriale corretto per i giorni lavorativi ha segnato, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, un'unica variazione positiva per il settore delle industrie tessili e abbigliamento ( 0,5%). Le diminuzioni tendenziali più marcate hanno riguardato i settori dei mezzi di trasporto (-22,3%), della lavorazione di minerali non metalliferi (-13,9%), della gomma e materie plastiche (-13,8%) e dell'estrazione di minerali (-13,4%).

Nel confronto tra i primi undici mesi del 2008 e il corrispondente periodo del 2007, si è registrato un aumento nel settore dell'energia elettrica, gas e acqua ( 1,5%). Le diminuzioni più ampie hanno interessato i comparti delle pelli e calzature (-9,8%), del legno e prodotti in legno (-9,4%), dell'estrazione di minerali (-8,9%) e della lavorazione di minerali non metalliferi (-6,9%).

Segnali di una crisi crescente che riguarda tutta la zona euro, come pronosticato oggi dall'Economic Survey per l'Area dell'Euro, presentato oggi dall'Ocse. La crescita, sottolinea l'organizzazione, rimarrà sotto il potenziale fino alla metà del 2010. Nel rapporto si parla in particolare di una "contrazione della produzione nella seconda parte del 2008 e nella prima del 2009, con una crescita che rimane sotto il potenziale fino a metà del 2010".

La situazione italiana è però più grave di quella delle altre economie europee in quanto ha arrancato anche nella fase espansiva. L'Ocse segnala infatti che in Italia negli anni dal 2003 al 2007 la crescita media è stata solo dell'1,1%, a fronte di un Pil dell'Eurozona aumentato del 2%. Peggio di noi ha fatto solo il Portogallo con un 1%, mentre l'Irlanda è il paese meglio piazzato, con un +5,5%, seguito dal Lussemburgo (+4,6%) e dalla Grecia (+4,3%).

L'andamento negativo secondo l'Ocse si ripercuterà fortemente anche sui bilanci statali. "Alcuni governi - ricorda lo studio - hanno fatto ricorso alla politica di bilancio per attenuare la frenata dell'economia" e "hanno messo a disposizione sostanziosi fondi pubblici per supportare la stabilità del sistema finanziario". L'organizzazione prevede quindi che nell'eurozona il deficit di bilancio aumenterà dello 0,8% del Pil sia nel 2008 che nel 2009, azzerando buona parte del calo registrato nel 2006-2007.

(14 gennaio 2009)

 

 

L'UNITA'

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2009-01-14

Crolla la produzione industriale, tiene l'agroalimentare

Crolla la produzione industriale a novembre. L'indice, segnala l'Istat, ha registrato una diminuzione del 12,3% su base annua e del 3,6% nel confronto sui primi undici mesi. Il calo su base mensile è pari al 2,3%. L'indice della produzione corretto per i giorni lavorativi, venti contro i ventuno del 2007, ha registrato a novembre una diminuzione tendenziale del 9,7%, mentre nella media dei primi undici mesi è sceso del 3,5% rispetto al corrispondente periodo del 2007, anche in questo caso con un giorno lavorativo in meno.

Unico dato positivo, in controdendenza: la produzione agricola italiana rimane sostanzialmente stabile in quantità con un leggero aumento dello 0,6 per cento che è il risultato di una crescita dell' 1,3 per cento nelle coltivazioni vegetali e un calo dello 0,5 per cento della produzione negli allevamenti.

Per il resto variazioni negative si sono registrate per tutti i raggruppamenti principali di industrie: -12,5% per i beni strumentali, -12% per i beni intermedi, -10,2% per l'energia e -4,2% per i beni di consumo (-10,2% i beni durevoli, -2,8% i beni non durevoli).

Anche nel confronto tra il periodo gennaio-novembre 2008 e lo stesso periodo dell'anno precedente, le variazioni sono risultate negative: -4,8% per i beni intermedi, -4,1% per i beni strumentali, -2,3% per i beni di consumo (-4,3% per i beni durevoli, -1,8% per i beni non durevoli) e -1% per l'energia.

Particolarmente negativo il dato del settore auto che vede scendere vertiginosamente la produzione di autoveicoli italiani. A novembre si è registrato un calo del 46,4% su base annua (dato grezzo) e del 42,8% considerando gli effetti di calendario. Nei primi 11 mesi la diminuzione tendenziale è stata del 16,8% in termini grezzi e del 16,3% considerando la correzione per giorni lavorativi.

14 gennaio 2009

 

 

 

 

 

il SOLE 24 ORE

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2009-01-14

 

 

 

 

 

 

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http://www.sorrisi.com/sorrisi/home/index.jsp

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